dott.ssa marzia menotti

La depressione tardiva

La depressione tardiva

La depressione in età avanzata è un disturbo comune. Secondo i dati del Ministero della Salute nel 2015 circa un anziano su 22 ha sofferto di una forma depressiva; tra le persone istituzionalizzate di questa età la percentuale è molto più elevata, in alcune casistiche arriva fino al 40%. E’ un disturbo diffuso poiché è legato al processo dell’invecchiamento, che comporta non solo una maggiore vulnerabilità alle malattie, ma anche l’avvicendarsi di esperienze di lutto e perdita.

Un problema sottovalutato
Nonostante sia un disturbo così comune, spesso la depressione tardiva non è riconosciuta. Ciò è dovuto in parte al fatto che nella maggior parte dei casi non si presenta nella forma tipica, rendendo i sintomi difficilmente riconoscibili. Raramente, infatti, vengono riferiti sentimenti di tristezza; prevalgono invece sintomi corporei piuttosto generici come per esempio il sonno disturbato, la perdita di appetito, l’affaticamento, l’agitazione. Possono esserci alterazioni cognitive come per esempio vuoti di memoria, riflessi rallentati, difficoltà di attenzione o di comprensione. Si tratta di sintomi che solitamente allarmano molto, poiché sono simili a quelli che compaiono in una fase iniziale di demenza. Nella depressione, tuttavia, le difficoltà cognitive non sono legate ad un processo organico degenerativo, ma alla caduta dell’umore: sono sintomi transitori che possono essere trattati con efficacia, purché la depressione sia riconosciuta.

Vecchiaia significa tristezza?
Vi sono è però un’altra ragione per cui la depressione tardiva è spesso trascurata, ovvero il luogo comune secondo cui la tristezza rappresenterebbe una condizione normale e inevitabile della vecchiaia. Si tratta, appunto, solo di un luogo comune: la vecchiaia può essere un periodo della vita intenso e gratificante come qualunque altro; è senz’altro così per la maggior parte delle persone anziane. La depressione rappresenta dunque una malattia, anche nella vecchiaia: ogni persona depressa dovrebbe avere il diritto di essere curata, a qualunque età.

Come si cura
Alla terapia farmacologia antidepressiva, prescritta dal medico specialista come lo psichiatra o il geriatra, si può affiancare un trattamento di psicoterapia specifica per la depressione che aiuti ad elaborare i vissuti di perdita, a riconoscere le risorse personali e a individuare nuovi obiettivi esistenziali, garantendo un benessere stabile e duraturo. La psicoterapia cognitivo comportamentale è quella raccomandata con più forza, in quanto basata sul metodo scientifico e sostenuta dalle maggiori prove di efficacia.
Sono importanti anche gli interventi a supporto dei familiari, per fornire loro tutte le informazioni necessarie e sostenerli. Se la depressione tardiva è complicata da sintomi cognitivi (vuoti di memoria, difficoltà di concentrazione, rallentamento mentale) è possibile effettuare un trattamento di riabilitazione funzionale cognitiva, composto da esercizi al tavolo o al computer personalizzati.

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