La sedia vuota

È arrivato finalmente il pranzo di Natale. L’occasione che aspettiamo con gioia, anno dopo anno, per passare un po’ di tempo in famiglia. Eppure, quest’anno, è un’attesa dolorosa. Sappiamo che attorno a quel tavolo sentiremo ancora più forte la mancanza della persona cara, che negli scorsi mesi ci ha lasciato. Un nonno, un genitore, un figlio, qualcuno che non c’è più.

Al suo posto c’è solo una sedia vuota. Forse qualcuno piangerà questo Natale, forse saremo proprio noi a farlo. È giusto piangere, è giusto parlare di chi non c’è più? Oppure è meglio stare zitti e far finta di nulla, per non far soffrire anche gli altri?

 

La regola del silenzio

 

Ogni famiglia ha le proprie regole, riguardo il lutto e la sofferenza. In alcune famiglie, per esempio, si usa parlare della morte e del dolore di chi è rimasto; in altre, invece, questi argomenti sono un tabù e vige la regola del silenzio. Ci si impone in tutti i modi di non pensare e di non parlare della sofferenza, nella convinzione che parlare della sofferenza significhi amplificarla. Il risultato è chiudersi dentro un silenzio imbarazzato e parlare solo di futilità. Oppure ci si forza di mostrare un’allegria che risulta però troppo carica, e che finisce per suonare falsa.

 

Accogli le emozioni

 

Se ti accorgi che le emozioni stanno emergendo, che un tuo familiare sta soffrendo, non reprimere. Se affiorano le lacrime, cerca di non usare frasi come “non piangere, tu sei forte, non è il caso, non fare così...”. Piangere non è segno di debolezza e non è sbagliato. È, anzi, il modo più naturale che il nostro organismo ha a disposizione per liberarsi di ciò che fa male. Lascia che la sofferenza di chi ti sta attorno emerga liberamente; accoglila, senza giudicare.

 

Condividi le emozioni

 

Quando le emozioni emergono libere, sono come un’onda che si diffonde e che avvolge; se quest’onda arriva fino al tuo cuore accoglila, senza paura. Potrai sentirti davvero vicino al tuo familiare che sta piangendo, stringendogli le mani o abbracciandolo; oppure condividendo con lui un pianto liberatorio. Non c’è bisogno di parole, né altro.

 

Condividi i ricordi gioiosi

 

L’onda dell’emozione si è riversata, come in una mareggiata, e ha lasciato posto alla mestizia. È il momento di trasformare questa emozione in qualcosa di gioioso, per esempio ricordando qualche episodio memorabile, qualche momento felice che ha avuto per protagonista la persona cara. Incoraggerà i nostri familiari a fare altrettanto, a ripescare nella memoria. In questo modo, il ricordo della persona cara non resterà imprigionato negli eventi più recenti e dolorosi, come la malattia o le circostanze del decesso.

 

Rendi viva la sua presenza

 

Infine, quando l’atmosfera è di nuovo gioiosa, puoi pensare ad un modo per sentire ancora tra voi la presenza della persona amata. Per esempio, puoi proporre di ascoltare il suo disco preferito, raccontare le sue barzellette, oppure mettere un suo oggetto sul tavolo, come il suo foulard o i suoi occhiali. Puoi annunciare che, da quest’anno, si cucinerà il suo piatto preferito ogni Natale, oppure si andrà nel suo luogo del cuore a fare una gita.

Sarà il ricordo stesso della persona amata ad ispirarti, a darti l’idea giusta. In questo modo sarà come sentire quella persona ancora lì, tra voi. Perché c’è un luogo in cui il nostro caro vive ancora e vivrà per sempre: nel cuore di chi lo ha amato.

 

Questi consigli ti sapranno aiutare, ad affrontare il dolore della perdita di una persona cara durante le festività. Fai emergere le tue emozioni e contribuisci in prima persona a sostenere chi ti sta accanto in questi momenti difficili.

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